Creare un sistema integrato di segnaletica tattile

a) Mappe a rilievo lungo il percorso guidato

Un percorso guidato per disabili visivi è necessariamente composto almeno da due elementi inscindibili e complementari fra loro: piste tattilimappe a rilievo.

In un’area complessa, come può essere l’atrio di una stazione o di un ospedale, un piazzale pedonale o una zona universitaria, la sola presenza di una pista tattile con le sue varie diramazioni non consentirebbe al non vedente, che già non conosca a memoria quei luoghi, di raggiungere le destinazioni desiderate se non avesse la possibilità di esplorare una mappa a rilievo che rappresenti lo sviluppo delle piste tattili e la cui legenda gli consenta di individuare le cose che lo interessano.

D’altra parte, una mappa a rilievo la cui presenza ed esatta collocazione non fosse indicata mediante l’apposito codice di Attenzione/Servizio inserito all’interno di una pista tattile, non potrebbe in alcun modo essere trovata da un disabile visivo e per lui sarebbe come se non esistesse. Inoltre la presenza della pista tattile riportata sulla mappa rende molto più facile la sua esplorazione aptica. Infatti, le particolari caratteristiche del tatto, per certi aspetti opposte a quelle della vista, non renderebbero di facile e immediata comprensione una situazione topografica in cui venissero rappresentati tutti gli elementi architettonici e di arredo presenti nel luogo, senza una traccia da seguire. Qualora la presenza di buone guide naturali consentisse di non installare le piste tattili, non si dovrà tuttavia dimenticare di installare uno sbarramento di canaletti del codice rettilineo che conduca fino alla mappa, altrimenti introvabile da chi non vede. In mancanza di una vera e propria pista tattile, non si può affidare la segnalazione di una mappa o di un’altro oggetto al codice di Attenzione/Servizio, dato che esso è ben rilevabile solo se inserito nella pista stessa.

La progettazione e l’esecuzione di una mappa a rilievo sono un lavoro di alta specializzazione che richiede la conoscenza approfondita delle caratteristiche del senso del tatto e dei processi mentali di memorizzazione delle informazioni acquisite da un cieco con tale mezzo. Il percorso-guida va progettato anche tenendo conto della necessità di collocare in determinati punti strategici le relative mappe e di passare a non più di 40-60 cm dalla mappa stessa, o a 120 cm in casi eccezionali.

Naturalmente le mappe devono tener conto anche delle esigenze degli ipovedenti e quindi adottare i necessari contrasti di luminanza e le dimensioni e tipologie dei caratteri meglio percepibili, sia al tatto che a un limitato residuo visivo.

Le mappe, essendo video-tattili,  vengono anche largamente utilizzate dalle persone normovedenti, le quali, come si è spesso osservato, traggono vantaggio anche dalla presenza delle piste tattili e sono portate a seguirle quasi automaticamente.

Le mappe a rilievo vanno installate preferibilmente su appositi leggii inclinati di circa 30 gradi, il cui bordo inferiore non sia al di sotto di 75 cm da terra; se ciò non è possibile, le mappe vanno poste sulla parete, ad altezza compresa fra cm 110 e 180. E’ importante che l’asse del percorso tattile sulla mappa sia orientato nello stesso identico senso del percorso reale, onde facilitarne la memorizzazione da parte del non vedente e non obbligarlo a complicate rotazioni mentali che possono disorientarlo.

Le mappe dovrebbero essere collocate all’inizio del percorso-guida, prima comunque che questo presenti dei codici di “incrocio” o di “attenzione/servizio”; tuttavia bisognerà tener conto anche dell’opportunità che esse siano poste in prossimità del personale di sorveglianza,  per evitare atti vandalici.

Se l’area da illustrare è particolarmente vasta, sarà opportuno frazionarla in più parti, ciascuna delle quali sarà riportata su una diversa mappa. Vi debbono essere mappe sia di entrata che di uscita dalla struttura di cui si tratta. La mappa deve indicare con lettere tutti i servizi o luoghi raggiunti dal percorso e riportarne il nome su un’apposita legenda.

Tutte le indicazioni debbono essere scritte in caratteri normali ingranditi,  in rilievo e contrastati, oltre che con caratteri braille in modo da essere perfettamente consultabili sia  dagli ipovedenti che da i ciechi che non conoscono il braille ed anche dai normovedenti. Il supporto dovrà essere metallico o in plastica dura e resistente.

Una piccola mappa tattile/visiva dei servizi igienici dovrà essere apposta sul muro accanto al loro ingresso segnalandone la presenza con l’apposito codice di Attenzione/servizio posto lungo la pista tattile.

b) Indicazioni in braille e in caratteri a rilievo sui mancorrenti delle scale

Nei sottopassi stradali, esse sono particolarmente utili per  indicare il luogo che si raggiunge imboccando le scale in salita e quindi vanno apposte sul corrimano, nella parte bassa delle scale.

Se il sottopasso presenta varie articolazioni e diverse uscite, al suo interno dovranno essere apposte le mappe necessarie a consentire al non vedente l’individuazione dell’uscita corrispondente alla destinazione che deve raggiungere.

Nei sottopassaggi ferroviari esse saranno poste sui mancorrenti nella parte bassa per specificare a quali binari si accede da quella scala; invece quelle apposte nella parte alta conterranno, oltre al numero del binario adiacente  a ciascun mancorrente, una freccia indicante la direzione dell’uscita, a beneficio di chi proviene dai treni.

Nelle scale delle linee metropolitane esse saranno poste sui mancorrenti nella parte bassa per specificare a quali uscite conduce quella scala; invece quelle apposte nella parte alta conterranno l’indicazione della linea o della direzione che si raggiunge scendendo, qualora essa sia già differenziata.

Queste targhette trovano facilmente posto su mancorrenti a sezione rettangolare, ma possono essere anche prodotte per essere fissate su mancorrenti a sezione circolare. Altre indicazioni a rilievo saranno poste negli ascensori, sulle macchine obliteratrici, ecc..

c) Mappe in braille della struttura (stazione, museo, zona archeologica, ecc.) realizzate su carta plastificata, da

distribuire ai disabili visivi preventivamente o all’atto dell’ingresso nella stazione o altro edificio.

d) Guida su supporto audio

Dato che non tutti i disabili visivi utilizzano il sistema braille (non lo conoscono in particolare gli ipovedenti o coloro che hanno perso la vista in età avanzata), può essere opportuno realizzare una guida delle varie strutture su supporto audio analogico o digitale. Essa sarà particolarmente utile se la struttura è dotata di piste tattili, dato che in tal modo potrà essere facilmente indicata la posizione dei vari servizi e il numero di svolte o di segnalazioni da superare per raggiungere il punto desiderato.

e) Sistemi informativi elettronici

Sono in fase di sperimentazione vari sistemi informativi elettronici che possono integrare il sistema di guida tattilo-plantare; essi però non possono assolutamente sostituirlo come sistema di orientamento e sicurezza, e ciò per vari motivi:

▪       come ogni apparecchio elettronico, i trasmettitori e i ricevitori sono soggetti a guasti e non si può pensare che un cieco affidi la sua sicurezza ad un sistema che talvolta può anche non funzionare;

▪       si è constatato che in alcune situazioni si verificano riflessioni o mancanze di segnale che li rendono non completamente affidabili; ciò non è pericoloso quando si tratti di informazioni aggiuntive, ma non è ammissibile quando è in gioco la sicurezza del disabile visivo;

▪       per utilizzare il sistema elettronico il cieco deve essere dotato dell’apposito ricevitore, anch’esso soggetto a guasti o a semplice esaurimento delle batterie, cosa che lo porterebbe a trovarsi in situazione di difficoltà o di pericolo;

▪       in ogni caso il fatto che il sistema elettronico richieda la disponibilità di un apposito apparecchio, esclude che esso possa essere utile a “chiunque” e non consente quindi di ritenere che esso, da solo,  possa adempiere al disposto dell’art. 1 comma 2, lettera c) del D.P.R. 503 del 24 luglio 1996, in tema di superamento delle barriere architettoniche ed in particolar modo di quelle “percettive”.

f) Mancorrenti

Si è pensato talvolta di guidare gli spostamenti dei non vedenti mediante mancorrenti fissati alle pareti, ad esempio in un corridoio. In realtà essi in tale situazione sono inutili, dato che, se la parete ha le caratteristiche di continuità e di mancanza di ostacoli che la rendono una valida guida naturale, il non vedente la può seguire senza problemi. D’altra parte, mentre i segnali tattili sul piano di calpestio, se ben disposti,  capitano necessariamente sotto i piedi e sotto la punta del bastone bianco del disabile visivo, la presenza del corrimano non può essere percepita da chi non vede, a meno che non ne sia preventivamente avvertito.

Invece, in ambienti esterni, come aree verdi o sentieri in parchi naturali, il corrimano può essere proficuamente impiegato.